+39 328 064 1980
info@lavoroinalbergo.it

Blog di Lavoro in Albergo

Hotel Manager
13 Feb 2012

Da grande voglio fare il direttore d’albergo

/
Pubblicato da

Hotel Manager

 

 

Qualche tempo fa, avevo scritto uno dei mie primi post dal titolo Posso diventare manager in albergo, dove mi permettevo di dare alcuni suggerimenti a chi faceva i primi passi nel mondo alberghiero.

 

 

Ho ricevuto un commento sul blog  un paio di giorni fa, relativo a quel post, con alcune domande specifiche sulle dinamiche di carriera nel mondo alberghiero, che penso possa essere utile condividere per chi ha iniziato da poco a lavorare in albergo.

 

La domanda  che mi è stata fatta è la seguente:

Devo cambiare necessariamente struttura alberghiera per fare carriera? Oppure c’è la possibilità  di ottenere riconoscimenti anche all’interno di una singola struttura?

 

Mi permetto di rispondere alla domanda facendo una prima considerazione:

 

Le dinamiche sono molto differenti nel caso in cui lavoriamo in un albergo medio grande, che appartiene ad una catena alberghiera oppure ad un albergo individuale.

Le grandi catene alberghiere, sono delle vere e proprie multinazionali, che investono continuamente in formazione ed aggiornamento.

Lo staff è il vero motore dell’azienda alberghiera. Avere dei collaboratori preparati, significa avere un servizio migliore, procedure migliori e sopratutto clienti soddisfatti. Diventa superfluo aggiungere che il cliente soddisfatto genera maggiori ricavi.

 

Quindi nessuna beneficienza, la formazione, e l’aggiornamento e la possibilità  di carriera,  non sono altro che un investimento che darà  degli ottimi frutti.

 

Ovviamente l’albergo individuale, di piccole dimensioni, non è strutturato come la catena alberghiera con figure manageriali specifiche come ad esempio il Room Division Manager, il Revenue Manager, Floor Supervisor e così via; oggettivamente ci sono meno possibilità  di crescere professionalmente e fare carriera.

Questo però, non significa che il piccolo proprietario d’albergo, non debba investire nella formazione del proprio staff.

Se riusciamo ad assumere un ragazzo in gamba nella nostra struttura, cerchiamo di non farlo scappare via. Facciamogli fare dei corsi di formazione e soprattutto facciamo in modo che dopo il corso,  tutta la struttura possa beneficiare delle nuove conoscenze.

 

Un’altra domanda che mi è stata posta è la seguente:

 

“Una struttura che ha eventualmente investito sulla formazione di un proprio collaboratore, come accoglierebbe la decisione di quest’ultimo di continuare la propria carriera altrove?”

A  mio parere, un’azienda che investe nella formazione, è consapevole del fatto che un suo collaboratore possa continuare la sua carriera altrove. Per non perdere una risorsa così importante, sarebbe utile che la direzione della struttura, cercasse di convincere il collaboratore a restare con un aumento di stipendio o prevedendo dei benefit.

 

Anche io come molti altri colleghi, ho dovuto cambiare spesso struttura, prima di poter fare carriera o trovare un albergo lungimirante che investisse in formazione e risorse umane, dove mi sentissi soddisfatto per lo stipendio per il lavoro svolto ed il clima aziendale.

 

Tanti colleghi, mi diranno che la maggior parte degli albergatori non la pensa in questo modo e che la formazione e l’ ottima gestione delle risorse umane è praticamente inesistente nelle realtà  italiana.

 

Io vedo il bicchiere mezzo pieno:

 

Penso a quella minoranza di albergatori lungimiranti, che ha capito l’importanza di queste dinamiche, relative all’ottima gestione delle risorse umane in albergo  e grazie a queste, a fine anno ha degli ottimi risultati di gestione.

Penso al dipendente fortunato che lavora in  queste strutture e che fa il proprio lavoro con passione e dà  il massimo per la propria azienda, perchè si sente gratificato.

Volete far carriera nel mondo alberghiero, vi consiglio di dare un’occhiata ai nostri corsi di Hotel Management

E nel vostro albergo come va?
Vi sentite gratificati per il lavoro svolto?

 

Sono previsti programmi di formazione?
Riuscite a fare carriera?

 

P.S.: Per  per diventare  direttori come Barney in Pretty Woman c’è bisogno oltre ad una buona formazione, di tanta, tantissima esperienza…..e questa si impara solo sul campo 🙂

Duilio Galbiati

21 Risposte

  1. Come non si può condividere il tuo articolo? Sono in accordo con te quasi su tutto! Una cosa però la devo dire: purtroppo si contano sulle dita di una sola mano le Strutture che investono in formazione per i loro Collaboratori nel senso che “li mandano ad un seminario o ad un corso specialistico”! La maggior parte delle Strutture chiamano il Consulente e fanno 1,2,3 giornate all’ interno dell’ Hotel. E’ un passo avanti…ma non del tutto! Fare formazione cosi non basta… ci vuole un ciclo di incontri formativi al fine di monitorare “lo stato dei lavori” e per riuscire a completare la “didattica”!

    Compliemti e a presto!

    1. Ciao Domenico e grazie per il tuo intervento.

      I seminari e l’aiuto di un consulente sono un buon inizio.

      Sono d’accordo con te sul fatto la formazione di un addetto o di un manager non si può fermare ad un paio di giornate di incontri.

      Io spero più che altro, che le nostre scuole e le nostre universitàpossano “sfornare” persone giàcon grandi competenze, che avranno comunque bisogno di fare esperienza sul campo.

      Per l’aggiornamento, esperti del settore e consulenti potranno dare un grande aiuto.

      A presto

      Duilio Galbiati

  2. jackreile@yahoo.it

    Non mi ero accorto che la sua risposta era arrivata direttamente sotto forma di un nuovo articolo. Un sentito grazie da parte mia e da tutti quelli che sognano di diventare dei novelli Barney!

  3. Dove è tutta questa Formazione? Siamo sicuri di parlare di realtàe non di aspirazioni, ambizioni e voglia (?) di crescita troppo spesso disattese e altrettanto troppo spesso ignorate? Credo che il turn over che, mi si dice, avvenga in tantissime strutture altro non sia se non il segnale negativo di uno status di insoddisfazione evidente. Ottimismo e teoria si scontrano brutalmente con la pratica del quotidiano. Formazione = costo improduttivo, questa è la realtàche aspetto di vedere smentita dai fatti, non dalle solite chiacchiere tra “eletti”.

    1. Buongiorno Roberto e benvenuto nel blog.

      La realtà in molte strutture alberghiere è che di formazione se ne fa poca e che gli addetti, cambiano spesso azienda alla ricerca di condizioni migliori e per avere l’opportunitàdi crescere professionalmente.

      Molto spesso, queste opportunitànon arrivano e le ambizioni di crescita vengono disattese.

      Il mio post e le mie considerazioni, partivano da alcune domande che mi erano state poste sul blog, da chi chiedeva il mio punto di vista sulle dinamiche di carriera nel mondo alberghiero.

      Avrei potuto rispondergli che sarebbe stato meglio provare a fare un altro lavoro, perché lavorare in albergo è molto stressante, è difficile far carriera, il gioco non vale la candela e nessuno investe sulla tua formazione.

      Poi però, da inguaribile ottimista, ho pensato ad un mio amico che ha frequentato un master e dopo sei mesi di tirocinio è Revenue Executive in uno dei più importati alberghi di Roma e che quasi ogni mese viene mandato dall’azienda a fare corsi di formazione.

      Ho pensato ad un altro collega che dopo aver cambiato tanti alberghi in giro per l’Italia è diventato direttore a poco più di 30 anni e che regolarmente frequenta corsi formazione per andare avanti.

      Personalmente credo molto nella formazione e spero che gli addetti ai lavori ci credano sempre di più.

      Spero che si possa diffondere sempre di più la cultura della formazione e delle risorse umane in Italia.

      Se così non accadrà, quei pochi alberghi che investono nella formazione e nell’aggiornamento saranno sempre un passo avanti ai loro concorrenti.

      1. Grazie Duilio. Anch’io mi occupo di formazione in ambito F&B dopo 22 anni di Guida Michelin… Spero che siano in tanti a puntare su questo tavolo anche se oggi lo vedo “tabula rasa”. Bel lavoro questo blog, ogni tanto mi piacerebbe contribuire…
        Grazie ancora, a presto.
        Roberto

  4. Carissimo Duilio,sono ancora giovane ma lavoro da 6 anni nel turismo!
    Concordo pienamente con lei in quasi tutti i punti citati nelle sue risposte.
    Mi dispiace dover dire(e pensare fermamente)che in Italia non si conosca bene il valore che l’industria del turismo può darci.
    Puntiamo troppo poco su questo aspetto…e su tutti coloro che vi lavorano.
    Penso che in giro ci siano troppi”falsi”imprenditori che si improvvisano albergatori…e le aziende che puntano e investono sul personale sono ancora poche.Tanti signori dovrebbero capire che tantissime strutture vanno avanti grazie a coloro che ogni giorno fanno con passione questo mestiere,spinti da motivazione e interesse e non solo dalla smania di far quattrini perché questo a lungo andare porta nella direzione inversa.
    Spero che le sue parole e la sua filosofia possano contagiare o almeno soltanto essere lette da quei signori…e chissà,anche io,da inguaribile ottimista spero sempre che le cose possano cambiare!
    Grazie

    1. Buongiorno Aram e benvenuta nel blog.

      Sono d’accordo con te, putroppo all’industria del turismo non viene data la giusta importanza. Secondo Wikipedia il settore del turismo contribuisce per il 12% del nostro prodotto interno lordo. L’Italia ha un potenziale enorme in queste settore; le associazioni di categoria chiedono giustamente agevolazioni ed investimenti in questo settore, ma purtroppo, in cambio si ritrovano solo tasse di soggiorno e qualche agevolazione per chi viaggia con i propri amici a 4 zampe.

      Non credo, purtroppo, che la nostra classe dirigente abbia le competenze per sviluppare questo settore così competitivo.

      Fino a pochi anni fa, alcuni imprenditori decidevano di aprire un albergo perchè pensavano che fosse un investimento sicuro, che non avesse bisogno di un grande Know – How.

      Negli ultimi anni, questi imprenditori si stanno accorgendo che la gestione di un albergo è molto complessa e che la differenza la fanno le persone, la passione che mettono nel loro lavoro e sopratutto le loro competenze.

      Qualcosa sta cambiando; sopratutto i giovani albergatori hanno capito che investire sulle persone, significa investire sul futuro della propria azienda.

      Dall’altro lato, ci sono tanti altri imprenditori che continuano a gestire la propria struttura arrangiandosi e e percependo il personale solo come un costo e non come una risorsa.

      Anche questo tipo di imprenditori cambieràpresto idea.

      Più che altro, sono le leggi del mercato che obbligherano questi imprenditori a cambiare filosofia di management.

      A presto

      Duilio Galbiati

  5. aram.albanese@libero.it

    E’ stato un piacere ricevere un commento ed una risposta.
    Condivido il tutto pienamente,a nonostante la nostra classe dirigente che perde ogni giorno credibilità, è molto bello sapere che esistono anche persone che la pensano cosi e che fanno tutto ciò con passione…(e secondo me non siamo in pochi…).
    Grazie mille ancora e continuerò sicuramente e seguire questo blog interessantissimo.
    A presto

  6. jackreile@yahoo.it

    Vorrei dare una piccola aggiunta a questa interessantissima “discussione” riguardo alla volontà di crescere e formarsi, questa volta però dal punto di vista dei lavoratori.
    Come ho già detto in precedenza, io sono agli inizi del mio percorso lavorativo, ma ho notato una spiacevole attitudine di molti giovani (e meno giovani) che intendono entrare nel mondo delle hotellerie.
    Ho constatato come in molti, magari disposti a spendere anche cifre importanti per master e corsi vari, si “arenano” già prima di partire:

    – poca disponibilità a trasferte fuori dalla propria regione/provincia, anche solo per uno stage formativo.
    – poca disponibilità a lavorare con impegno (ponendosi, ancor prima di iniziare, il problema di lavorare oltre l’orario contrattuale).
    – mancanza di flessibilità ed umiltà, pretendendo di occupare subito ruoli chiave, saltando a più pari quel po’ di gavetta necessaria i primi anni.
    – il coraggio di cambiare, quando la situazione lavorativa non prospetta sbocchi.

    Per tutti questi motivi vedo ancora così tante persone in cerca di lavoro presso le agenzie viaggi. Evidentemente il lavoro dietro una scrivania unito ad orari da ufficio attira ancora molto….

  7. sono pienamente d’accordo che investire in formazione del personale sia un fattore di estrema importanza, ma purtroppo ho constatato che questo non viene preso in giusta considerazione, anche se personalmente mi ritengo fortunata a lavorare in una struttura alberghiera in cui il titolare (pur essendo un hotel 3 stelle e di gestione famigliare)mi permette di frequentare assiduamente corsi di formazione ed aggiornamento.
    Mi sono appena iscritta a questo blog, ma lo seguirò di sicuro è molto interessante, confrontarsi con persone che vivono altre realtà  ma sempre dello stesso settore

    1. Buongiorno “Manu” e benvenuta nel blog,

      Sono d’accordo con te.

      Spesso la formazione non viene presa nella giusta considerazione; sono pochi gli albergatori lungimiranti che capiscono che investire sull’aggiornamento del proprio staff, significa investire sul futuro della propria azienda.

      Fortunatamente, lavori in una struttura alberghiera che ti permette di crescere professionalmente e stare al passo con questo mercato che diventa sempre più competitivo. Sicuramente, dopo aver frequentato un corso, le tue nuove conoscenze verranno “trasferite” in albergo e ne gioverà tutta la struttura.

      Continua a seguirci.

      A presto.

      Duilio Galbiati

  8. mm

    Purtroppo di Albergatori con la A maiuscola ce ne sono rimasti ben pochi.
    Oggi le strutture sono in mano ad immobiliaristi che si improvvissano Albergatori.
    Io farei nascere un Albo dove solo chi ha frequentato almeno l’ Istituto Alberghiero possa farne parte….e di conseguenza solo chi ne fa parte puo lavorare in albergo!!!!
    Siamo studio di colleghi incapaci che non hanno fatto i nostri stessi sacrifici e si credono di pari livello di chi ha fatto la gavetta o addirittura superiore
    Buon lavoro a tutti
    mm

    1. Non ho fatto l’alberghiero e quindi non sarei degno di far parte di questo albo, lavoro da quasi dieci anni in un struttura ricettiva dove l’aggiornamento professionale é un optional e dove devo arrangiarmi a fare il jolly, e lo faccio perché ho passione per questo lavoro.
      Ho fatto la gavetta come la chiama lei e non mi credo meglio o peggio di voi, so solo che questo lavoro posso farlo mettendoci passione, impegno e determinazione.
      Mettere un albo in settore che già di per se é una casta chiusa dove senza contatti non entri mi sembra alquanto poco edificante per non dire squallido

      1. Buonasera Leonardo e benvenuto nel blog.

        Sono d’accordo con lei. Non credo che ci sia bisogno di aggiungere altri “albi”, anche perché in Italia ce ne abbiamo fin troppi e non sono certamente sinonimo e garanzia di professionalità.

        L’importante é fare il proprio lavoro con competenza, passione e professionalità.

  9. aleandre2005@alice.it

    Egregio signor Galbiati,
    Il titolo del blog era un mio desiderio all’inizio di carriera.
    Come avrà capito, non é avvenuto per molti motivi….
    Lavoro negli alberghi da ca 30 anni, non ho mai trovato la possibilità di fare corsi di aggiornamento, ai tempi non si usava e non esisteva internet.
    La mia domanda é come vede il futuro per una 50enne in questo settore?
    La ringrazio anticipatamente e mi congratulo per il blog.
    Cardiali saluti

    1. Gentile Sig. “Aleandre”,

      Benvenuto nel blog e mi scusi per il ritardo con cui rispondo.

      Purtroppo ( o per fortuna), negli ultimi anni é diventato necessario aggiornarsi in continuazione, specialmente per l’avvento di internet.

      Probabilmente quando lei ha iniziato la carriera, non si sentiva questa necessità.

      La formazione é importante, ma l’esperienza trentennale lo é altrettanto. Il mio consiglio é iniziare a fare dei corsi o dei seminari (anche di pochi giorni) che le diano nuove informazioni e nuovi stimoli al lavoro.

      Se ha ancora voglia di imparare e mettersi in gioco, non é detto che non possa riuscire a fare avanzamenti di carriera.

      Ai corsi che frequento per aggiornarmi o di cui sono docente, non mancano quarantenni e cinquantenni.

      Buon lavoro in albergo.

      A presto

      Duilio Galbiati

  10. Complimenti per l’articolo Duilio!

    Hai toccato delle questioni chiave e molto spinose nell’ambiente alberghiero, tra cui formazione, visione di lungo termine, incentivi e crescita.

    E’ purtroppo difficile trovare delle strutture alberghiere in cui i direttori/proprietari decidono spontaneamente di investire nella formazione del proprio staff. Lavorando noi (di promozionealbergo.com) stessi in albergo riscontriamo che una delle difficoltà maggiori é staccarsi dall’operativo (email, disponibilità, prezzi check-in) e pensare alla ricerca e sviluppo del medio/lungo termine (tra cui la stessa formazione dei dipendenti).

    Esempio un direttore potrebbe essere indeciso se mandare o meno un dipendente di un reparto booking a un corso dell’ente bilaterale locale, o se investire per lei/lui nella partecipazione di un seminario di Revenue Management poiché nel brevissimo (quando il dipendente prende del tempo dall’operativo) “Le email rimangono non lette, la disponibilità potrebbe non essere aggiornata a puntino, il pricing non essere perfetto etc.

    Tuttavia é intuitivo capire i benefici che ne derivano con conoscenze in più, nuove decisioni operative, nuovi canali di marketing da testare etc.

    Situazione ancora più problematica (che purtroppo é abbastanza diffusa), é la paura del dirigente che i dipendenti acquisiscano maggiori competenze di quanto lui/lei é a disposizione e quindi difende la propria posizione acquisita negando al dipendente l’accesso alla formazione che permetterebbe a tutta l’azienda (anche al dirigente stesso) di beneficiare.

    Prima di cambiare posto di lavoro, che in alcuni casi si rivela l’unica scelta necessaria per persone che vogliono investire nelle proprie competenze professionali, consigliamo comunque di fare un tentativo con il dirigente!

    Chiedi al tuo dirigente di mangiare qualcosa fuori insieme 5 minuti (parlare fuori dall’ambiente lavorativo facilita la visione dell’azienda da fuori), dille/digli che intendi seguire questo x,y,z corso e che vorresti partecipare a questo seminario (ricorda di chiedere sempre di più di quello che ti aspetti che ti verrà dato!) perché ritieni, che con le nuove conoscenze acquisite permetteranno all’azienda di guadagnare x del breve, y nel medio e z nel lungo.
    Se la/lo vedi dubbiosa/o proponi un qualche test in cui potrai dimostrare concretamente i risultati portati grazie alle competenze acquisite.

    Se il dirigente é dubbioso per il fatto che tu potresti andare via dall’azienda una volta acquisite le nuove conoscenza, proponi degli incentivi di lungo termine. Se lavori nel reparto booking proponi un premio annuale al raggiungimento del fatturato x. Se lavori al ricevimento potresti proporre un premio/incentivo per un miglioramento tangibile delle recensioni su.. Tripadvisor ad esempio.

    Se proprio non c’e’ verso di raggiungere i tuoi obiettivi di formazione all’interno dell’azienda (provando diverse strategie, non solo quelle sopra esposte..) allora considera cambiare posto di lavoro; il fatto che tu ci abbia provato non é stato inutile, hai affinato e testato le tue tecniche di negoziazione che ti saranno sicuramente utili in molteplici situazione.

    Facciamo un in bocca al lupo a tutti per raggiungere i propri obbiettivi.. “alberghieri” 🙂

    A proposti di formazione..
    Magari le nostre notizie sull’hotel marketing, revenue management e turismo online vi possano interessare.

  11. E’ passato un sacco di tempo dall’ultima mail, lavoro in alberghi/strutture ricettive dal 2004, precedentemente ho sempre lavorato al pubblico, vorrei sapere dove e quali corsi seri frequentare per diventare hotel manager.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.